Ho preso una sbandata per l'uomo di questo spot... Sono già pronto a scheggiare il mio parabrezza se mi assicurano che viene lui a ripararlo. Se qualcuno dovesse incontrarlo, potrebbe gentilmente riferire che lo cerco ardentemente? Pare si chiami Dino Tasselli. Grazie
La mia mitica Panda bianca ha bisogno di una benedizione con acqua di Lourdes... Nel giro di un mese e mezzo è successo questo:
a) mentre allegramente mi reco in Valpolicella per amabile scampagnata in allegria, mi si rompe in blocco la frizione. Ho raggiunto la meta ugualmente cambiando le marce e sacramentando in contemporanea...
Costo: 340 euro.
b) una solare mattina di maggio alle 7.30 mi avvio alla macchina e trovo tutte le portiere sigillate simpaticamente con l'attak. Ho madato affanculo il responsabile (ignoto) insieme con 24/25 dei suoi parenti più stretti.
Costo: 175 euro.
c) un'altra solare mattina di maggio mentre mi reco a scuola (la macchina la uso solo per andare a scuola o al mare) una simpatica ottantunenne, probabilmente neopatentata, pensa bene di uscire diretta da uno stop senza nemmeno l'accenno di una frenata. Risultato: da rifare parafango e fanalino.
Costo: nulla per me (la constatazione amichevole mi dà ragione... ed era amichevole solo la constatazione. Io molto meno), 490 per l'assicurazione.
A luglio la revisione.
Ora io lo so che questa è una congiura di Marchionne per farmi comprare la nuova Cinquecento, ma non comprerò un'altra macchina con soli 60.000 km di chilometraggio.
Lunga vita alla Panda!
Son tornato dalla Grecia da una setimana ma l'andazzo è ancora quello da depressione post Costa crociere... Quest'anno è stato ancora più entusiasmante per la sintonia coi colleghi, perché ho visitato finalmente un posto che mi mancava: la tomba di Filippo a Vergina, l'antica capitale Aigas del regno di macedonia. Han fatto un lavoro splendido e i reperti sono mozzafiato. Guardate un po' queste foto...
Inoltre è scoppiato l'amore per la cucina greca. Non amo la cucina straniera, per i piatti e la gastronomia son nettamente nazionalista. Disdegno con tutta tranquillità le cucine orientali che salvo pochi piatti mi lasciano indifferente (o schifato, dipende). Ma faccio tranquillamente eccezione per i piatti greci, e non solo i rinomati Mussaka, Suvlaki o Gyros... ma anche cibi meno conosciuti, la tyropita, focaccia col formaggio, i Dolmadakia, involtini avvolti con foglie di vite (vedi foto), e soprattutto un piatto che per me è da orgasmo: il Saganaki, formaggio fritto da leccarsi i baffi.
Sono rimasto indietro col blog. Per tanti numerosi motivi:
- il lavoro: non ci sto più dietro. Troppo di tutto. troppe lezioni da preparare, troppi compiti da correggere, troppi moduli da compilare per fingere un cambiamento che di fatto non c'è, troppe chiacchiere e troppe riunioni.
Da ciò ne deriva il bisogno di svago:
- mi sono perciò dedicato nei ritagli di tempo alla lettura (due paginette al giorno): "La regina dei castelli di carta" di Stieg Larsson, il "Cicerone" di Narducci e "Una questione privata" di Fenoglio"
- mi sono pure dedicato a Pet Society su Facebook (che uso praticamente solo per quello): ok, lo so non sono normale, ma non voglio pensare alle cazzate che dice Berlusconi e alle stronzate sparate dall'opposizione;
- per non farmi mancare nulla mi sto dedicando pure alla Nintendo DS in un rigurgito di adolescenzialità e quindi alterno MarioBros Kart con Animal Crossing;
- infine ho ceduto all'iPod ma per ora sto solo studiando come caricarci la musica. Una cosa alla volta.
- vedo telefilm (Brothers & Sisters serie 3, Heroes serie 3, Lost serie 5) e X-factor.
Quindi sono preso, presissimo!
A leggere la terna finale che si contendeva la vittoria a Sanremo m'è venuto un attimo di sconforto. E ho pensato che era normale per questo Paese "normale". Una triade che rappresenta tre mafie: la Chiesa (Povia), la camorra (Sal Da Vinci) e la televisione (Carta).
Poi ho scoperto che ha vinto Marco Carta (cosa preventivabile mesi fa, quando si è saputo che la De Filippi avrebbe partecipato all'ultima serata). La canzone è brutta forte, lui canta da cani.
Però... poi ci ho ripensato, ho ripensato al fatto che al festival quest'anno ha vinto una cula, una cula indubbiamente sfranta come Marco Carta (purché non lo si dica in giro... )
Un paese davvero normale.
E m'è scappata una risata liberatoria. E sincera.
Da alcuni Sanremo in qua, la manifestazione canora più famosa assomiglia sempre di più a questo paese in coma (e privato dalla Chiesa d'ogni possibilità di sana eutanasia)... Di solito lo vedevo con piacere; per la prima volta quest'anno mi sono violentato. Sarò stato di cattivo umore, sarò stato stanco, ma ho trovato tutto già visto, già sentito, vecchio sul nascere, compresi Mina e Benigni (anche se lo ringrazio per la sacrosanta difesa dei gay).
Pagelle dei big: Dolcenera voto 4: capello lungo, stessa apertura della bocca di sempre per fare uscire il solito gracchiare da corvo. Canzone insignificante e vecchia. Fausto Leali voto 3: la canzone scritta da Fasano sembra una qualsiasi del repertorio di Cutugno: i figli crescono e le mamme imbiancano. Evviva la novità!
Tricarico: voto 4: è passato un anno, ti è stato detto che canti come latra un cane. Un paio di lezioncine di canto potevi pure prenderle, no? Canzone inutile, filastrocca solita senza più il beneficio della novità. Marco Carta: voto 2: se Tricarico è un cane qualunque, Carta è un chihuahua. Voce piccola, stonato. Canzone insignificante. Patty Pravo: voto 4: ritirarsi no? Canzone discreta, lei l'ha rovinata. Esiste la pensione anche per le cantanti e le icone gay. Cara Nicoletta, è giunta l'ora (da un bel po').
Marco Masini: voto 5: almeno è intonato. La canzone sa di già sentito ma non è male. Il testo qualunquista però si fa fatica a reggere.
Francesco Renga: voto 4 1/2: bella voce, ma non particolarmente brillante ieri sera. La canzone è di rara noia.
Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour: voto 3: non sapevo che quest'anno la gara fosse aperta anche alle canzoni da parrocchia. Ci mancava il cerchio con le mani alzate e le Lodi al Signore.
Gemelli Diversi: voto 2: dei cani. Ma dei cani inarrivabili proprio. Canzone "sociale" che dice tutto e dice niente. No qualcosa la dice: stronzate.
Albano voto 3: la voce ce l'ha. Canta cazzate. "L'amore è sempre amore", "il cielo è sempre cielo", le "stronzate son sempre stronzate". Afterhours: voto 5: troppo di tutto. Troppe canzoni in una sola, troppo rumore, troppi suoni, troppe parole. Iva Zanicchi: voto 5: cara Iva, per cantare certe cose bisogna avere il fisico (e non ce l'hai), bisogna avere l'età (e non ce l'hai), bisogna forse avere la voce di un tempo (e non ce l'hai più). Nicky Nicolai con Stefano Di Battista: voto 5: la copia nobile di "Un... due... tre... casino". Ora non è che se una stronzata ha la veste jazz diventa un capolavoro. Rimane una vaccata. Povia: voto 2: voglio essere carino. Non infierirò sul testo né sulle sue idee evidentemente confuse sulla sessualità. Ma certe filastrocche le cantano meglio all'asilo e con parole più colte e significative. Sal Da Vinci: voto 1: il parente povero di Gigi D'Alessio. Chissà se per farsi dare la canzone da D'Alessio è dovuto andarci a letto come la Tatangelo... Alexia: voto 5 1/2: lei canta bene, Lavezzi no. La canzone è orecchiabile. Niente di che.
In questi giorni assistiamo al ritorno di una vecchia e consueta abitudine:
Berlusconi prepara la solita legge ad personam.
In questi giorni assistiamo ad una novità:
Stavolta la persona non è lui, ma una ragazza in coma.
Cambiando i fattori il risultato non cambia:
Rimane la certezza di una legge schifosa.
Aggiornamento: Eluana riposi finalmente in pace. Ma verrebbe anche da dire che evidentemente Dio la pensa diversamente dal nostro governo e dalla Chiesa.
E sia chiaro una volta per tutte che Bolle è gay solo un giorno sì e un giorno no... e poi nemmeno un giorno sì e uno no. In fondo è gay in Francia ed etero in Italia, a New York è bsx e a Madrid transgender... Dipende comunque da quello che ha mangiato a cena. Ma anche dall'intervistatore... E poi si sa che le ballerine son volubili.
E in ogni caso il giorno dopo ritratta.
Quando Povia racconta di essere "guarito" dall'essere gay e afferma che si può guarire dall'essere omosessuali... mi viene in mente (strane associazioni mentali) Cristo che cura i lebbrosi...
Ora, perché non approfittare di queste doti di guarigione che, a questo punto, Povia possiede (cosa non fa il know how, signora mia...)? Tanto più che oltretutto riceve pure minacce di morte da quanto si legge ultimamente, esattamente come Cristo...
Allora ho pensato... dal momento che il 10% circa (stima al ribasso) della popolazione italiana è omosessuale (il restante 80% è etero, ma tromba con tutto ciò che respira e si muove; il rimanente 10% è sempre etero, ma tromba anche con ciò che non respira o non si muove), perché non ci muoviamo tutti, all'incirca 6/7 milioni a Sanremo e cerchiamo tutti di toccare Povia affinché col solo tocco del suo mantello si venga redenti tutti quanti?
Sono più che certo che a Povia farà piacere donarci la Redenzione ed essere palpeggiato ovunque...